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Fragile Masterpieces
La mostra vuole esplorare i punti di contatto tra le scienze, l’arte, la salute e la globalizzazione avvenuta nell’Europa dell’età moderna, dal XV al XVII secolo, prendendo come esempio i
La mostra vuole esplorare i punti di contatto tra le scienze, l’arte, la salute e la globalizzazione avvenuta nell’Europa dell’età moderna, dal XV al XVII secolo, prendendo come esempio i contenitori da farmacia. Gli albarelli sono i vasi da farmacia più iconici del Rinascimento italiano. I farmacisti li utilizzavano per conservare gli ingredienti e poi i propri medicamenti. Le loro preziose decorazioni rendono queste ceramiche dei veri e propri capolavori artistici, in un connubio perfetto tra artigianalità e tecnologia, tanto da caratterizzare l’immagine stessa della farmacia nel tempo. Questi manufatti dimostrano come le farmacie facessero parte di un complesso sistema culturale in grado di far dialogare l’aspetto economico, il mondo scientifico e contestualmente il sapere artigianale e artistico.
I vasi da farmacia consentivano a una cerchia ristretta di persone di esercitare la propria autorità e il proprio dominio sulla conoscenza e sulla pratica, in un contesto caratterizzato da rapidi progressi nel campo farmaceutico e medico. Concentrandosi sulla materialità dei diversi contenitori, la mostra indaga la continua ricerca di nuovi saperi e tecnologie, nonché le reti di scambio di materie prime e conoscenze. Gli albarelli sono un esempio caratteristico della sperimentazione e della trasformazione delle materie prime, che collegano le botteghe ceramiche alle pratiche farmaceutiche.
Per la prima volta, alla collezione di maioliche del Museo della Farmacia è dedicata una mostra speciale in rapporto con la ricerca attuale che comprende non solo uno studio storico-artistico e storico-farmaceutico, ma anche una indagine scientifica, non distruttiva sui pigmenti e sugli ossidi utilizzati per maiolicare i vasi.
I vasi da farmacia consentivano a una cerchia ristretta di persone di esercitare la propria autorità e il proprio dominio sulla conoscenza e sulla pratica, in un contesto caratterizzato da rapidi progressi nel campo farmaceutico e medico. Concentrandosi sulla materialità dei diversi contenitori, la mostra indaga la continua ricerca di nuovi saperi e tecnologie, nonché le reti di scambio di materie prime e conoscenze. Gli albarelli sono un esempio caratteristico della sperimentazione e della trasformazione delle materie prime, che collegano le botteghe ceramiche alle pratiche farmaceutiche.
Per la prima volta, alla collezione di maioliche del Museo della Farmacia è dedicata una mostra speciale in rapporto con la ricerca attuale che comprende non solo uno studio storico-artistico e storico-farmaceutico, ma anche una indagine scientifica, non distruttiva sui pigmenti e sugli ossidi utilizzati per maiolicare i vasi.