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I costumi tradizionali della Fasnacht

Al carnevale si incontrano le maschere più disparate. Soltanto sei, però, hanno un passato di tradizione. Alcune sono personaggi della Commedia dell’Arte italiana, mentre altre appartengono al folclore locale.

Al Carnevale di Basilea si partecipa in assoluto anonimato (ossia ci si maschera dalla testa ai piedi). Nessuno deve essere riconosciuto sotto la larva*, una maschera facciale ancor oggi spesso elaborata abilmente a mano.

Molte formazioni creano e cuciono personalmente i propri costumi e le larve*. Vi sono tre tipi di costumi: costumi da corteo (esprimono il sujet* di una formazione), costumi classici e costumi di fantasia individuale. Tra i costumi classici vi sono prima di tutto i Waggis (una presa in giro dei contadini alsaziani), la «Alti Dante» (la «vecchia zia» del periodo Biedermeier), il Blätzlibajass (derivato dalla figura classica del Pagliaccio nella Commedia dell’arte; un costume fatto di centinaia di piccoli ritagli di stoffa), l’Ueli (una derivazione del giullare di corte medievale) o il Dummpeter (un trombettiere vestito in stile rococò).

Harlekin

Harlekin

La figura carnevalesca di «Harlekin» (in italiano Arlecchino) deriva dal servo Arlecchino della Commedia dell’arte. Il costume è caratterizzato da un bicorno vistoso, una mantella, una gorgiera, pompon e pantaloni alla zuava.

Waggis

Waggis

Waggis è una caricatura dei contadini dell’Alsazia del XIX° secolo. Infatti questo era il nome con cui gli alsaziani indicavano i vagabondi o i lavoratori a giornata. Oggi i modi rozzi e chiassosi caratterizzano questo personaggio al pari del tipico abbigliamento. Il costume tuttavia ha subito forti modifiche nel corso degli anni: il naso è diventato sempre più grosso, i vestiti più colorati.

dummpeter

Dummpeter

La maschera di Dummpeter era praticamente scomparsa nell'anteguerra, ma ora la si rivede circolare più spesso durante il carnevale. Il suo volto ha un aspetto di bambino sognante e per le sue guance paffute spesso accompagna i gruppi di pifferai. Certamente ha subito delle metamorfosi rispetto a come è nato. Secondo alcuni pare che si chiamasse originariamente "Drummpeter" (Pietro tamburino) e che poi il nome sia cambiato in "Dummpeter" (Pietro lo stupido).

Alti-Dante

Alti Dante

La figura di Alti Dante (la vecchia zia) fu inventata verso la fine dell’Ottocento e divenne molto popolare agli inizi del Novecento. Alti Dante rappresenta in forma caricaturale un’elegante dama basilese del ceto elevato. Non di rado gli abiti e gli accessori di questo personaggio ricordano anche l’epoca del Biedermeier.

Ueli

Ueli

La figura di Ueli risale ai buffoni di corte del Medioevo, ai quali è ispirato il suo costume: sia la parte superiore sia i calzoni sono bicolori, e in testa indossa un cappello a più punte. Un altro segno distintivo sono i numerosi campanelli fissati all’abito. In questo modo, se passa un Ueli, è impossibile non sentirlo.

Blätzlibajass

Blätzlibajass

Il nome di questo personaggio deriva dall’unione di due parole: Plätzli e Bajass. «Bajass» in basilese vuol dire pagliaccio, uno dei tipi della Commedia dell’Arte. La parola «Blätzli» invece indica i ritagli di stoffa che a centinaia se non a migliaia ricoprono il costume.